
Io vivo circondato dai gatti. Li considero animali speciali. I loro occhi sono magici. Hanno un potere comunicativo incredibile. E poi, dopo 13 anni di convivenza con questi felini, possono dire di conoscere ogni loro sfumatura. In alcuni casi ho constatato un rapporto telepatico con i miei gatti. L’episodio più sorprendente l’ho vissuto con Dennis, un gatto dal mantello rosso di grandi proporzioni. Mi fu consegnato – ancora piccolo – dalla vicina di casa, dopo averlo ricevuto da un’amica che non poteva più tenerlo. Tremava come una foglia. Non ho mai visto un gatto tremare di paura. Ricordo che lo rassicurai con dolcezza, dormi in casa per diversi giorni, familiarizzando con gli altri gatti. Poi diventò adulto e si trasformò in una piccola tigre dagli occhi intensi
Molte volte, mentre lavoravo al computer, “sentivo” che lui era dietro la porta. Mi alzavo, raggiungevo la porta, giravo la chiave, e Dennis era lì. Una volta è sparito per una settimana e mi preoccupai. Poi una mattina ho “percepito” la sua presenza nel bosco all’esterno. Sono uscita di casa e lui era sul ramo di un albero. L’unico mio rammarico è non averlo salutato quando è morto. Alcuni vicini di casa lo hanno trovato senza vita, ma mi hanno avvisato con qualche giorno di ritardo. E qualcuno, senza sapere che fosse il mio gatto, lo ha messo in un cassonetto dei rifiuti che poi è stato svuotato dai netturbini. Mi è dispiaciuto tanto. Per ogni gatto che è morto con me ho sempre effettuato un rituale di saluto. Considero infatti questi animali dei “messaggeri” spirituali. Incarnano la leggerezza, la capacità di riposare senza perdere la vigilanza, l’abilità di vedere nelle tenebre, il potere di muoversi in modo eccezionale e con grande equilibrio, la visione astrale che noi umani abbiamo perduto, l’udito sottile che può percepire una preda sottoterra a distanza di parecchi metri.
Ho rimediato effettuando una meditazione e una preghiera per Dennis. Mi sono collegato al suo spirito e l’ho salutato, convinto che lo rivedrò quando anch’io lascerò questo pianeta. E rivedrò anche Fiamma, Cicetto, Suricillo, Mao Mao, Piccoletta, Red, Biancastella, Zorro e molti dei miei amici gatti che sono già nei mondi dello spirito.
Perché racconto questa storia?
Poco fa, navigando nel mare delle informazioni, ho saputo che la tigre siberiana rischia l’estinzione. E’ il grande gatto delle nevi, il più grande che esista. In questi giorni di neve abbondante, ho immaginato cosa possa significare trovarmi faccia a faccia con una tigre siberiana nel suo habitat naturale, tra alberi innevati. Naturalmente, escludendo il rischio che correrei come probabile preda, ho immaginato di poterla osservare un attimo come osservo i miei gatti: senza nessun timore. E devo dire, se mi trovassi davanti la tigre siberiana che vederte nelle foto sopra, proverei un grande senso di riverenza verso un grande essere spirituale. Guardando l’energia di questo enorme felino, i suoi occhi, il corpo possente, provo un senso di riverenza. Percepisco la sua grandezza animica, oltre che quella fisica.
L’uomo moderno, distruggendo le foreste siberiane, distrugge non solo l’habitat di questa stupenda tigre, ma anche un pezzo della sua anima. La cosa di cui non ci rendiamo conto è che gli animali manifestano poteri spirituali e non sono soltanto dei banali quadrupedi. Gli antichi popoli – come i pellerossa, gli africani, gli aborigeni, gli indiani asiatici e molti altri – sanno bene che gli animali sono una rappresentazione del potere spirituale di Dio. Noi lo abbiamo dimenticato. Siamo alla deriva nel mare inquinato dell’informazione e affondiamo nell’oblio del superfluo.
Quando osservate un animale usate sempre gli occhi dell’anima.
Rimarrete sorpresi.
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