Postato da Enzo di Frenna del 02/09/2010 alle 01:04:11, in diario, linkato 55 volte)
Navigando nel mare delle informazioni ho trovato questa foto. E' una donna bellissima e ha dato volto ad un personaggio cinematografico di successo. Vi confesso: me ne potrei innamorare. Vediamo chi indovina nome e ruolo tra i miei centocinquanta lettori. Offro una birra il 1o settembre all'Arcobaleno Beach.
ore 9.57 Lugi e Valentina hanno indovinato, di buon mattino, e lo segnalano nei commenti. Si tratta di Zoë Saldaña, la protagonista femminile del film Avatar. Allora due birre...
Stamattina mi sono alzato con questo pensiero: il lavoro interiore non migliora per forza la vita. Ci sono persone che fanno autonalisi, seguono percorsi spirituali, praticano tecniche di autoconoscenza, ma non necessariamente la loro vita è migliore. Le due cose non sono per forza collegate. Lo dico perchè - uno degli pensieri errati che di solito fanno in molti - è il seguente: «Conosco meglio me stesso, le mie dinamiche, la mia psicologia, sono una persona che cerca lo spirito, pratico il bene, ecc, ecc. ma le difficoltà e gli ostacoli ci sono sempre...».
Ci sono persone - invece - che non fanno nessun lavoro di autoconoscenza, magari sono arroganti e col portafoglio gonfio, e dominano gli altri - un esempio a caso? Berlusconi? - eppure navigano nell'oro, hanno la vita semplificata, donne, attenzione, ecc, ecc. Perchè? E poi di solito ci si chiede: è giusto? Esiste una giustizia divina? Perchè, ad esempio, la minoranza di esseri umani che naviga nell'oro e nel denaro sta mandando in rovina il pianeta Terra e la maggioranza lotta per lo stipendio e ne deve pagare le conseguenze senza neppure avere una vita tranquilla?
Sarebbe troppo facile rispondere che è un'ingiustizia. Invece bisogna considerare l'idea che non esiste nessuna correlazione tra "lavoro interiore" e una vita migliore. In alcuni casi può accadere: ad esempio, facendo una serio lavoro di autoanalsi - che io chiamo Scrivere la propria Mappa - a volte certi problemi si risolvono. Ma conosco diverse persone che, dopo anni di psicoterapia, hanno ancora gli stessi problemi (ma ne sono più consapevoli).
Ci sono grandi anime - ad esempio Osho, Blavastky, Gurdijeff, Bailey - che hanno lasciato importanti insegnamenti, eppure hanno avuto una vita per nulla facile. Osho ad esempio è stato perseguitato e avvelenato nelle carceri americane. Blavatsky ha ricevuto attacchi di ogni tipo dagli intellettuali dell'epoca, ha poi dovuto viaggiare molto e la sua salute ne ha risentito. Gurdjueff era oggetto di numerose gelosie e la salute si è aggravata in seguito a un incidente stradale. Alice Bailey - che ha continuato il lavoro di Blavastky - ha passato anni tremendi, con grandi privazioni economiche. E potrei continuare a lungo, ad esempio facendo l'esempio di Nelson Mandela o padre Pio.
Quindi bisogna farsene una ragione. Il lavoro di autoconoscenza è solo il rispetto di ciò che siamo. Io non potrei mai essere un "berlusconi" che mente, compra e controlla chiunque col denaro. Non mi appartiene. Io so che il percorso di autoconoscenza mi appartiene e proseguire sul sentiero significa rispettare ciò che sono. E' una questione di integrità.
La frase nel titolo di questo post non è mia. E' di Samy Molcho, uno dei più grandi mimi al mondo, insegnante di comunicazione non verbale. E' presa dal suo libro "II linguaggio del corpo" (red edizioni) e sono convinto che sia un concetto vero. Noi siamo anima e corpo. Il corpo lo vediamo, ma l'anima no. Quindi molti ne deducono che l'anima non esiste. Invece non è vero. Noi vediamo l'anima attraverso il corpo, esattamente come vediamo un fiore e sappiamo che la sua natura - invisibile all'occhio - è composta di atomi. Cioè energia. Il corpo è dunque una manifestazione dell'anima. In mezzo c'è la mente: se siamo centrati nel nucleo del nostro essere, la mente la possiamo usare e anche il corpo. Soprattutto: possiamo leggere i linguaggi del corpo e della mente (pensieri e parole). Se non sappiamo leggere, non assimiliamo il vero contenuto.
Molcho è tedesco e qui trovate il suo sito. Nel libro che citavo scrive: «Impieghiamo tempo ed energia ad apprendere, oltre alla nostra lingua madre, anche altri linguaggi. Quello del corpo è divenuto col tempo una lingua straniera...». Sul sito ci sono alcuni esempi di foto in cui spiega il tipo di comunicazione corporea, ma nel libro ne trovate a centinaia.
E' vero. Ci soffermiamo sempre di più sulla "percezione" del messaggio e non sul messaggio. I predicatori e i politici televisivi sono bravi a fare questo gioco. Creano schiavi, non persone libere. Saper leggere il linguaggio del corpo e il reale contenuto della comunicazione, ci mette in contatto con la verità e l'onestà. La maggior parte delle persone che non sanno leggere la propria comunicazione sono quasi sempre disoneste. Non lo sanno neppure di esserlo. In fondo dormono. Sono svegli, ma dormono. Se gli dite: «Tu in realtà stai dicendo che...», si arrabbiano o negano. E questa negazione è disonestà.
La maggior parte delle persone che vanno in televisione sono disoneste. La loro comunicazione è finzione. Avete presente i reality? O i tg di Minzolini? Ma attenzione: se osservate il linguaggio del corpo, sapete chi sono veramente e cosa stanno realmente dicendo.
In passato la mente umana è stata riempita in molti modi con le ideologie. Ogni popolo aveva il suo sistema di convinzioni, inculcato dai re, imperatori, sacerdoti, stregoni. Poi sono arrivati i preti. E infine i politici. Quella gente ha sempre riempito la mente di cose inutili. Lo facevano per dominare gli altri: per potere. Con quei contenuti mentali sono nate guerre e distruzioni. I romani ritenevano di dover dominare il mondo perchè ne erano convinti: e hanno ucciso gente innocente. Poi è arrivato il medioevo: i preti hanno ucciso in nome di dio, perseguitando chi la pensava diversamente. I loro contenuti mentali sono poi risultati pure mezogne nei secoli a seguire, come nel caso della "terra piatta". In islam si uccide se una donna non porta il velo e se pensa con la sua testa. Sono solo contenuti irrilevanti, che non avranno nessun peso nel 2.850 dopo cristo.
L'uomo sembra restio a riempire la mente di contenuti intelligenti. Pensieri elevati, idee che producono benevolenza e amore. Questa enorme difficoltà indica che "l'uomo" è ancora un bambino. O forse, potremo dire che è un primitivo. Si ostina a pensare con i pensieri degli altri. Pochi uomini indicano la rotta ai molti. Credo che ci vorrà ancora qualche millenio per crescere.
Nell'era degli schermi è sopraggiunta una novità. La televisione ha iniziato a riempire la mente collettiva di nuovi contenuti. Ma dietro quei milioni di schermi, c'erano pochi uomini d'affari. Allora, in 150 anni, la mente degli uomini moderni è stata plasmata cose pensieri ancora più imbecilli rispetto a quelli del medioevo. Per esempio: devi consumare senza sosta. Vali se hai un'auto scintillante. Cura la tua immagine esteriore più del tuo mondo interiore. Sono idee stupide. Ma le tv hanno programmato la mente dell'umanità. Il risultato è che siamo sull'orlo del baratro: sociale, ambientale ed economico.
Come sarebbe il mondo se insegnassimo ai bambini - fin dalla scuola - a gestire la propria mente e a riempirla di contenuti positivi ed ecologici?
Postato da Enzo di Frenna del 27/08/2010 alle 09:50:08, in diario, linkato 129 volte)
Ci sono cose per cui non vale la pena perdere tempo. E neppure energia. Le persone arroganti - ad esempio - m'infastidiscono. Sono le prime che mando affanculo. Senza giri di parole. Una volta ero seduto a un tavolo con cinque persone e una donna arrogante mi stava proprio di fronte, all'altro capo del tavolo. Tentò un assalto di conversazione. La mia risposta fu netta: "Sto mangiando. Mi dai fastidio...". Non alzai neppure lo sguardo. Indifferenza totale.
Le tesi preconfezionate degli arroganti non producono nessuna comunicazione. Non c'è mai scambio. Solo monologhi. Alla fine, se gli date spazio, vi svuotano. A loro interessa solo farsi grandi del loro sapere. Vogliono dimostrare di avere la chiave della verità. Dunque è una perdita di tempo avviare una conversazione. E stronco sul nascere il loro tentativo. In alcuni casi, dopo averli mandati affanculo, si ridimensionano e cominciano a comunicare veramente.
Poi ci sono gli invadenti. Sono persone che non vedono chi gli sta di fronte, proprio come gli arroganti. Quindi non percepiscono i confini territoriali. Ad esempio, si fanno troppo vicino. Oppure ti tolgono la parola e la prendono con forza. Una volta ero in treno, da Bologna a Roma, in compagnia di due amiche. Di fronte avevo un signore, giacca e cravatta, con parecchie scartoffie in mano. Inziò a parlare da solo, a voce alta. Primo segno di invadenza. Poi squilla il suo cellulare: «Si, mamma, ve bene mamma, ho capito mamma...». Tutto così. Fu subito evidente che l'uomo aveva un pessimo rapporto con la madre. Al novanta per cento lo aveva "violentato" emotivamente, invadendo il suo spazio fisico e mentale. E probabilmente lo aveva anche viziato. L'uomo concluse la telefonata, sbuffò, guardo me e le mie amiche, poi disse: «Era mia madre! Una donna impossibile!» Quindi iniziò a raccontare il suo rapporto con la madre e del fatto che lo telefonata 4/5 volte al giorno, a 42 anni!! Nessuno rispose, ma lui andò avanti per mezz'ora. Le amiche e una donna passeggera, gli risposero poi occasionalmente. L'unico che non entrava nella conversazione ero io. Leggevo il mio giornale. Ma dopo 4o minuti il tizio non sopportò che io ero al di fuori della sua attenzione, e disse: «E tu cosa ne pensi? Non far finta che non ascolti, dietro i tuoi occhialietti...». Una invasione netta. A quel punto alzai lo sguardo e risposi: «E' mezz'ora che stai monopolizzando l'attenzione. Non ho nessuna intenzione di avviare una conversazione con te. Mi stai antipatico. Ti è chiaro? Ora io ascolterò la mia musica con l'ipod e non voglio essere disturbato». Rimase di stucco. E anche le mie amiche. Usai un tono imperativo, che modellava sicuramente i rimproveri che la madre gli aveva rifilato a tonnellate negli anni. Il rimprovero lo faceva rientrare nei ranghi. Stette zitto per 10 minuti. Poi riprese a parlare con le mie amiche, per 2 ore di fila!, e alla fine gli fece una corte spietata alla luce del sole, chiedendo ripetutamente il numero di telefono. Quando giungemmo a Roma, le mie amiche capirono perchè avevo avuto quella reazione. «Mamma mia, non ne potevo più!! Mi ha fatto venire il mal di testa!!!», disse una delle due. In pratica, si sentita svuotata. Io avevo capito in anticipo la direzione dell'energia e lo avevo mandato affanculo senza riserve.
Infine, ci sono i furbi. Quelli che credono di poterti fregare. Specialmente sul lavoro. Tessono trame comunicative, seduttive, con l'intento di portarti sul loro terreno e azzannarti. In quel caso il mio vaffanculo è strategico: fingo di abboccare, poi sferro un colpo netto. Un anno fa andai a Viterbo con un amico programmatore. Un tizio voleva realizzare un sito web ricco di articoli: mi accorsi subito, da come parlava, che non avrebbe pagato. «E' un grande progetto.. è solo l'inizio... poi farò... dirò... pubblicherò... e poi altri due siti a breve...» State sempre in guardia da chi vi incensa i suoi grandi progetti. Spesso è pronto a fregarvi. Dunque, lo feci parlare e alla fine dissi il mio prezzo, aumentato di cinque volte. «Coooosa? Ma è carooo!!», esclamò lui. Io lo guardai e aggiunsi: «Ti dico di più: il 50 per cento subito, il saldo alla consegna della bozza di progetto. Se non arriva il saldo, tutto rimane nel cassetto». Borbottò a lungo, spiegandomi che non conoscevo il mercato. Alla fine andammo via e il mio amico programmatore disse: «Enzo, ma perchè gli hai detto quella cifra? Abbiamo perso un cliente!». «No, abbiamo perso un problema». replicai. Il mio amico non era d'accordo e mi accusò di aver esagerato, ma dopo un anno mi telefonò: «Ti ricordi quel tizio di Viterbo? Avevi ragione: ad un mio amico lo ha fregato.Gli ha realizzato un progetto e non lo ha mai pagato!!».
Fate come me. Quando serve, mandate affanculo. La vita è più bella.
C'è molta gente che dorme. Sono svegli ma dormono. Spesso mi capita vederli dormire davanti a uno schermo. Dorme chi segue i partiti di plastica, le ideologie di marketing comunicativo, i presidenti rifatti dalla chirurgia plastica che fottono e mentono. Sono i peggiori: dormono così bene che consegnano un intero Paese nelle mani di una piccola lobby di potere. Sia chiaro: anche i "controllori" dormono sul piano spirituale, ma sono svegli su quello psicologico.
Dormono i segueci delle sette e dei finti maestri. Camminano come zombie e ripetono la lenzioncina: "Sì, maestro... sì, maestro...". Ricevono istruzioni e fanno cose indicibili in nome di una verità finta. Vi confesso: a volte mi fanno pena. In fondo cercano la verità dell'anima, dunque la spinta è positiva. Ma se gli fai notare che sono infarciti di dogma, sono pronti a sbranarti mentalmente e a difendere castelli di cartone. E' una vera pena. Il problema è l'assenza di consapevolezza e il predominio della mente meccanica, che muove gli uomini come robot.
Dormono i preti, i seguaci fondamentalismi, gli affaristi delle borse finanziarie, e molta altra umanità. Il pianeta va alla malora e l'umanità dorme. Vi rendete conto? A guardare le cose da fuori, magari seduti per un istante su un sasso della Luna, viene da chiedersi: "Ma che fanno? Dormono mentre la Terra brucia? Ma sono stupidi!".
Chi dorme ha sempre un problema con la presunzione. Ha bisogno del gruppo, del clan, del partito, della setta. Non sa stare da solo. Si sente perso nel camminare senza sostegno. La via della consapevolezza invece è solitaria. Biogna fare i conti con la solitudine e accettarla. Vi confesso: spesso mi confronto con persone che dormono e mi sento solo. Cosa posso comunicare con chi dorme? Superficialità? Ed è forse comunicazione, quella? Credo sia capitato anche a voi.
C'è gente che dorme, ma è sveglia. Sono i più pericolosi. Creano lobby, partiti, sette. Manipolano. Controllano. Rubano attenzione ed energia. Lorena Binaghi ha segnalato sul suo blog la mia video inchiesta La tv italiana gestita dagli uomini Delta. Sul suo sito ho trovato le dichiarazioni del pentito di mafia Leonardo Messina, rese a Luciano Violante, presidente nel 1995 della Commissione Antimafia. E' la dimostrazione che c'è gente che dorme, ma è molto sveglia nel controllare gli altri con Strutture Delta.
LEONARDO MESSINA. Nella provincia di Enna. Avevano fatto la nuova strategia e avevano deciso i nuovi agganci politici, perché si stanno spogliando anche di quelli vecchi. PRESIDENTE. Può spiegare meglio questo passaggio di alleanze? LEONARDO MESSINA. Cosa nostra sta rinnovando il sogno di diventare indipendente, di diventare padrona di un'ala dell'Italia, uno Stato loro, nostro. PRESIDENTE. L'obiettivo è quello di rendere indipendente la Sicilia rispetto al resto d'Italia? LEONARDO MESSINA. Sì. In tutto questo Cosa nostra non è sola, ma è aiutata dalla massoneria. PRESIDENTE. Ci sono forze nuove alle quali si stanno rivolgendo? LEONARDO MESSINA. Sì, ci sono forze nuove, si stanno rivolgendo. PRESIDENTE. Può dire alla Commissione di quali forze si tratta? LEONARDO MESSINA. Non vorrei creare qua situazioni ... PRESIDENTE. Va bene. Si tratta di formazioni tradizionali o di formazioni nuove? LEONARDO MESSINA. Sono formazioni nuove. PRESIDENTE. Non tradizionali. LEONARDO MESSINA. No, non tradizionali. PRESIDENTE. In Sicilia sono forti o sono deboli? LEONARDO MESSINA. Non vengono dalla Sicilia. PRESIDENTE. Si tratta dunque di forze che vengono da fuori? LEONARDO MESSINA. Da fuori.
Sul piano politico, sarebbe pure ora. Maroni oggi si dice preoccupato. I tempi comunque sono maturi. Nei prossimi giorni pubblico una video intervista a Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera e co-autore del famoso libro "La Casta". E' stata realizzata un anno fa e - in un certo senso - ha un sapore profetico. Il potere, quando è fondato sul controllo, si scanna per una sola briciola di pane.
Facebook ha divorato l'identità di 500 milioni di persone. Conosce molte cose su di loro. E sarà sempre peggio. Come sapete, sono molto critico verso il popolare social network e sto preparando un video sull'argomento. Prima di dirvi come ho scelto di usare il mio profilo, vi riepilogo i canali atttraverso cui Facebook monitorizza la vostra vita.
• ciò che scrivete • le vostre foto • i video • giochini e test vari • geolocalizzazione (attivo in Usa) • collegamento al profilo Skype • dati personali nel profilo
Attraverso questo "canali" si può tracciare il profilo preciso di chi siete, cosa pensate, che problemi avete, come comunicate, i vostri gusti, ecc. Una roba agghiacciante. Mentre la tv controlla l'attenzione degli individui in forma ipnotica (sguardo passivo nella maggior parte dei casi), il social network più popolare del pianeta entra a gamba tesa nell'identità di un individuo e ne traccia praticamente tutto.
Con quello che scrivete in bacheca, ad esempio, si può delineare il vostro profilo psicologico. Ma anche nella scelta dei link e delle pagine che condividete. Tra i miei contatti su FB c'è una ragazza che linka continuamente pagine con titoli del tipo "non bisogna avere pietà per chi ti fa del male", oppure "se non capisci quanto valgo, sparisci", ecc. Queste scelte, se analizzate bene, indicano chiaramente una dinamica emotiva che potrebbe riguardare la rabbia verso il maschile. Quindi un possibile problema col padre. Ma di esempi così ne potrei fare tanti.
Stesso discorso vale per le foto e i video. Un'altra ragazza, che conosco anche personalmente, pubblica nel suo profilo solo foto del suo volto. Un centinaio. Tutte belle immagini, che esaltano la sua bellezza. Nessuna foto, tanto per fare un esempio, di quando esce dal mare con i capelli bagnati e senza trucco, oppure seduta su un divano con amici. Che cosa denota la sua scelta? Un tendenza narcisista.
Per questo motivo, dopo aver cancellato alcuni mesi fa oltre 250 contatti nel mio profilo su Facebook, e dopo aver valutato la chiusura della pagina, ho deciso di rimanerci, ma di fare molta attenzione a cosa pubblico e cosa scrivo.
Come uso il mio profilo su Facebook
1. C'è una sola immagine nel mio profilo. Le altre le ho cancellate e faccio attenzione a quelle in cui mi taggano.
2. Pubblico in bacheca soprattutto i link ai post del mio blog.
3. Non partecipo a giochini e non faccio nessun test: le informazioni su gusti e tendenze finirebbero in pasto alle società di marketing.
4. Faccio attenzione a ciò che scrivo sulle bacheche degli altri.
5. Utilizzo Facebook come canale per la promozione del mio blog.
Purtroppo, facendo il giornalista ho un ruolo pubblico. Nonostante la cancellazione di oltre 250 contatti effettuata diversi mesi fa, sono di nuovo salito a 600 amicizie. Molti non li conosco neppure. Leggono il mio blog o guardano le mie video inchieste, poi mi chiedono l'amicizia su Facebook. Quindi la scelta era: 1) chiudere la pagina; 2) o usare con cautela.
Con 300 spartani Leonidauccise 20 mila persiani e bloccò un enorme esercito alle Termopili per tre giorni. Il coraggio, l'ardore, la fede nei propri valori fecero la storia. Quei pochi guerrieri permisero alla Grecia di rinascere e respingere il nemico: l'esercito di Serse, che si credeva immortale.
Il cambiamento è sempre opera di pochi. La massa non vuole mai cambiare. Si adegua. Segue. Si inginocchia. Tradisce la propria anima. La maggioranza degli italiani - piegati a testa bassa - ha consegnato la democrazia del nostro Paese nelle mani di un Serse degli Schermi. E' un piccolo uomo che si crede un dio. Ma è solo un uomo e per giunta molto anziano.
Quando leggo post come questi - pieni di ardore - mi viene voglia di combattere. Cambiare è possibile, è sempre possibile, e la Rete è un grande Alleato. La mia prossima iniziativa mediatica - dopo quella dei 60 audaci davanti all'ambasciata americana a Roma - si chiama "Movimento delle Aquile". Partirà a settembre. Se volete combattere con me, fatevi avanti.
Forse avete notato che sul mio blog ho pubblicato una frase e una foto di Socrate. "So di non sapere" era il suo più grande insegnamento. Lo capì quando l'Oracolo di Delfi disse che lui era l'uomo più sapiente della Grecia. Socrate non considerò vera quell'affermazione e andò in giro a sfidare i più sapienti. Alla fine dovete ammettere che era il più sapiente perchè aveva la coscienza di non sapere.
Oggi il mondo è pieno di gente presuntuosa. Il fenomeno è amplificato dalle televisioni e dai mezzi d'informazione. Essendo una società fondata sull'esaltazione dell'io - quindi l'individualismo - è facile incontrare qualcuno che ritiene di sapere qualcosa. Ma non è tutto: spesso vi vogliono convincere della loro tesi. Non hanno coscienza neppure per un istante che la loro argomentazione magari è fondata su una menzogna. E' un fenomeno preoccupante, perchè chi ritiene di sapere non vede l'altro. Vede solo se stesso. Una caratteristica comune del presuntuoso è che non ascolta. Il saccente non ha spazio per la visione dell'altro, che è sempre diversa.
Così prolificano le sette, i maestri col portafoglio gonfio, i politici affaristi che parlano in tv, i soggetti che ti gonfiano le palle con la loro tesi esistenziale ritenendo di sapere, e tu stai lì a sentire aria fritta. Paradossalmente, la saccenza elimina la comunicazione tra gli individui. E se due persone non comunicano, si è soli.
Il gran maestro intergalattico Juan Ruiz Naupari, ad esempio, sosteneva di sapere molte cose: si faceva chiamare " venerabile maestro", poi "patriarca", e sosteneva addirittura di conoscere "l'arte di vivere" e la insegnava facendosi pagare 900 euro a settimana. Molti anni fa, se incontravo uno così, mi veniva voglia di prenderlo a calci in culo o mandarlo affanculo. Oggi - se ho tempo - mi diverto a smontare il suo castello e ne faccio un caso sul mio blog. Una sorta di esempio modello del non sapere.
Ma il fenomeno - ripeto - è piuttosto diffuso. Conosco diversi soggetti che ritengono la loro idea politica una "verità" incontestabile. Sono degli idioti. Badate: io sono d'accordo con Gianfranco Funari quando diceva "se uno è stronzo, nun je poi dì che è stupidino, je devi di che è stronzo!". Quindi i saccenti sono fondamentalmente degli idioti. E proprio quel tipo di idiozia che sta alla base dei conflitti e delle guerre: pensare di sapere.
Socrate era consapevole di non saper nullla. Indagava il mondo dell'anima con la lanterna del dubbio. Oggi, travolti come siamo dalle correnti d'infomazione mediatiche, riteniamo di saper qualcosa solo perchè lo abbiamo letto o visto. Ma il vero sapere non si fonda sull'informazione, bensì sulla conoscenza.
Il sapere è esperienza. Discernimento. In realtà, se ascoltassimo il nostro inconscio e la nostra anima, sappiamo già tutto quello che ci serve sapere.