Quando il potere è arrogante, ignora. Non risponde alle domande dei giornalisti. Evita. Usa l'indifferenza. E' sempre stato così e il livello di indifferenza è la misura dell'arroganza. Tronchetti Provera, il principale protagonista dello scandalo Telecom e dossier segreti sugli italiani da manovrare, non risponde. Ignora. Ha la faccia livida e ha perso la lingua. Quante volte avete visto immagini del genere nei film? E che tipo di potere usava l'indifferenza? Un potere saggio? Democratico? Civile?
Chi ignora usa una violenza sottile, ma pesante. Ma il ruolo del giornalismo serio è inchiodare l'arroganza. E continuare a fare domande.
Postato da Enzo di Frenna del 10/03/2010 alle 12:16:22, in infor, linkato 10 volte)
Da ieri è on line il nuovo quotidiano xcittà. E' un progetto editoriale che ha una redazione di giovani, che credono nel web come strumento di lavoro. Parleranno delle città, dunque un'informazione mirata che spesso non trovate sui grandi giornali. Qui hanno parlato della nostra iniziativa di protesta davanti all'ambasciata Usa a Roma, contro le leggi che imbavagliano la Rete. In bocca al lupo, ragazzi!
Postato da Enzo di Frenna del 08/03/2010 alle 11:34:59, in diario, linkato 38 volte)
Non bisogna mai dare troppa importanza alle cose. Siamo di passaggio. La vita è breve e ci sono molte cose belle da guardare. Correre non serve a nulla: ci distrae soltanto dai momenti speciali. E neppure avvelenarsi il fegato perché abbiamo un Berlusconi e la sua banda politica che demolisce la Costituzione, serve a poco. Ci distoglie dal buono. Del resto, ciò che hanno fatto in questi 15 anni con le televisioni e l’informazione è distoglierci dal buono e dal bello. Ci hanno costretto a guardare verso il peggio. E in questa ultima settimana, il peggio è diventata merda nauseante. Ma non bisogna perdere la calma. Il peggio passa. Sempre. Nel frattempo bisogna ritagliarsi tempo per il buono e il bello. Nutrire, cioè, i piccoli momenti speciali che ci regala la vita.
Lottare serve. E’ una cosa che mi viene naturale. Fa parte della vita. Ma anche andare in un bosco fa parte della vita. Mentre approvano i decreti incostituzionali, ritagliatevi momenti positivi e nutrite il lato bello della vostra mente. E’ un antidoto naturale per ogni incantesimo. Io ieri, mentre è scoppiata “l’emergenza democratica” (ma è scoppiata da un pezzo!) sono andato nei boschi a far legna. Le ruspe hanno disboscato un zona ricca di alberi, per far spazio ai tralicci in ferro che trasportano la luce. Hanno un po’ esagerato, come spesso accade a chi guarda il business e non all’anima delle cose. Ma ho pensato: questi tronchi abbandonati possono avere una funzione positiva, come rinforzare i recinti o alimentare il fuoco nel camino. Così, mentre tutti gridano al golpe istitutzionale, io trovavo il bello nel fare il boscaiolo (foto sopra).
Postato da Enzo di Frenna del 07/03/2010 alle 19:12:25, in diario, linkato 34 volte)
Non siate preoccupati. E lo dico anche ad Angelo Nicotra, che mi scrive nei commenti al post su Prodi. State tranquilli. I banditi della Costituzione, il popolo delle libertà finte e dell'amore a pagamento, si sta sgretolando sotto il peso della loro arroganza. Ogni potere - quando diventa arrogante e ingordo - prima o poi cade. E' sempre successo nella storia. Io credo in una Italia diversa e perbene. Credo negli italiani che cantano davanti a Montecitorio "il nano non è il nostro presidente... il popolo è sovrano...". Io lotto, sorrido e aspetto la fuga di elicotteri e yacht extralusso.
Romano Prodi si sbilancia. Allora la questione è seria. Siamo ancora in democrazia o da ieri siamo ufficialmente entrati in una dittatura legislativa e mediatica? Io continuo a rimanere tranquillo. Da qualche giorno ho assunto un atteggiamento zen. La banda al governo ha acceso i motori degli elicotteri e i panfili extralusso: si tengono pronti per una via di fuga.
«Stavolta sono senza parole. C'è proprio da avere paura, stavolta». E' questo il commento del"ex premier Romano Prodi che, intervistato al Riformista, esprime «grande preoccupazione» in merito al decreto 'salvaliste'.
Un tal Corrado mi segnala nei commenti al mio post del 5 marzo relativo al nuovo blog di Inkarri Italia.
"Ciao enzo, ho notato che Menapace non fa più parte dei facilitatori inseriti nel nuovo sito. come mai? Postato da corrado (inviato il 05/03/2010 alle 16:11:57)
Beh, in effetti non l'avevo notato. La pagina dei facilitatori è l'unica che non avevo letto. Rigrazio Corrado, o chiunque lui sia (ma vedo che segue attentamente i miei post su Juan Ruiz).
Provo a rispondere al "come mai?".
Credo, Corrado, che sia in relazione ad una strana vicenda che riguarda il quotidiano L'Adige e il medico Menapace, su cui sto facendo chiarezza e presto pubblicherò i dettagli. Dunque: un ragazzo di Tuenno, Andrea Bergamo, trova su You Tube le mie video inchieste su Juan Ruiz Figueroa e la sua associazione Inkarri. E un giovane giornalista. Mi telefona, mi chiede notizie su Menapace (che vive nel suo stesso paese) e sulla presunta università Pneuma, non registrata ai sensi di legge in Italia. Poi scrive 4 articoli. Uscita prevista: il 29 gennaio 2010. Ma Menapace, in corsa e tutto trafelato, fa chiamare la redazione del giornale dal suo avvocato e Bergamo me lo comunica via skype.
Da allora non ho più notizie dell'articolo. Il giovane giornalista non risponde più a telefono. Il direttore dell'Adige, Pierangelo Giovanetti, non ha mai risposto ad una mia raccomandata in cui chiedevo chiarimenti, e non si è reso disponibile a una decina di telefonate, tra cui ben quattro con la sua segretaria Linda Castellana. Ieri gli ho inviato una nuova lettera raccomadata. Vediamo se un giornalista professionista come Giovanetti - che ha scritto libri su Internet e dunque dovrebbe concepire il confronto ancor di più - risponderà.
Sta di fatto che, da allora, Menapace non risulta più tra i facilitatori del "sistema Pneuma". Nel nuovo blog di Inkarri pubblicato all'inizio di marzo (ma era così anche nel sito Inkarri.it fatto sparire) i coordinatori rimangono - ancora - i coniugi Lorenzo Profeti e Francesca Crognale, che gestivano la promozione dei corsi della fantomatica università Pneuma, insieme al medico Menapace e alla compagna Carmen Pizzolli (anche lei operatrice sanitaria), ma per conto di Juan Ruiz Figueroa. Cioè il gran sacerdote intergalattico e interplanetario che incassava i bonifici bancari di viaggi, cerimonie e seminari.
Postato da Enzo di Frenna del 06/03/2010 alle 14:29:01, in diario, linkato 50 volte)
Ragazzi, questa banda di buffoni sta tirando troppo la corda. Confesso: non sono preoccupato. Mi viene invece da ridere. Le stanno facendo talmente grosse che si impiccheranno da soli. Vedrete: l'impero del Grande Incantesimo Televisivo sta per crollare. E come dice il comico Grillo, sentiremo pale di elicotteri che si attiveranno in fretta per salvare il culo a questa gente.
Intanto l'idea di Angelo Bonelli (Verdi) di dichiararsi "prigioniero politco" mi piace. Sì, gli italiani onesti sono prigionieri politici!
"Mi dichiaro prigioniero politico, se questa è la legge italiana non la riconosco. Vado ad autodenunciarmi a una caserma dei Carabinieri perché con il decreto approvato ieri notte è stata istituzionalizzata per legge l'illegalità" ha dichiarato il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, in un comizio improvvisato davanti a Montecitorio durante il sit-in del Popolo Viola. "In Italia non c'è più il voto democratico: chiediamo all'Ocse di inviare i propri osservatori "-
Quello che è successo ieri dimostra che in Italia non è più così. Che il nostro salto indietro non è di decenni, ma di secoli: basta essere i più forti, avere il potere, e le leggi non contano più niente. Sono un orpello, anzi una formalità. Quello che conta è la sostanza. E la sostanza è che comanda il più forte.Altro che Polverini, altro che Formigoni: questa è la fine di un patto civile e sociale. E’ un insegnamento violento e diretto, è una lezione di diseducazione civica che autorizza chiunque alla violazione delle regole – quelle formalità – purché si abbia la forza (un patrimonio? un mitra? uno zio ministro?) per poter imporre se stessi.
Di Pietro chiede invece l'impeachment per il Capo dello Stato, Napolitano, che ha firmato un decreto di merda che salva il culo alla Polverini e a Formigoni (Pdl), esclusi dalle elezioni regionali per irregolarità e ritardi nella consegna delle liste.
Ma continuando a sorridere, ricordiamoci che questa porcata - l'ennesima - nasce dall'ingordigia delle poltrone. Fino all'ultimo minuto si sono scannati per entrare in lista. E alla fine gli uffici hanno chiuso!
E' divertente, no?
nota ai commenti - Chiara di Notte - che ha un bel blog scrive e segnala un articolo interesante, che vi rigiro.
«Il vero problema e' che se inizia a cancrenizzarsi l'idea che certi provvedimenti sono giusti, o anche "non ingiusti", e piano piano, giro di vite dopo giro di vite, nel silenzio delle istituzioni preposte al controllo ma soprattutto nel silenzio di tutti quei cittadini pigri che non se la sentiranno di scendere in piazza, vi ritroverete in breve in una dittatura senza aver capito da dove tutto sia iniziato. E dopo sara' troppo tardi per tornare indietro. Forse c'e' chi crede che le dittature si autodefiniscano "dittature" e solo per il fatto che in Italia si dice che ci sia la democrazia, allora si lascia perdere e ci si rilassa col Grande Fratello in TV. C'e' un bellissimo articolo di Diego Cugia che spiega perfettamente il meccanismo di come i popoli si ritrovano soggiogati.» (Chiara)
Ecco un brano dell'articolo...
«Da qualche tempo stiamo provando un brivido brutto. Ogni giorno che scorre siamo meno liberi. E ieri, leggendo sui giornali che il vertice delle istituzioni, la presidenza del Consiglio, ha dichiarato che i nostri magistrati sono dei “talebani”, mi sono ricordato del mio amico antico, di quel libraio ebreo, perché, per un’ennesima volta, stavo facendo il callo anche a questa scalmanata esternazione, a questo immenso danno di un premier che distrugge sistematicamente quei poteri che salvaguardano la nostra democrazia. Mi sono tornate alla mente le due parole: inganno e speranza...»
Scrivo come se navigassi in un mare di informazioni. Nella cabina della mia nave c'è un diario: il mio blog. E cerco di capire: chi sono, da dove vengo, dove vado? Ma soprattutto: l'informazione che oggi ho pescato è frutto di conoscenza o di bla bla mentale? Mi è' utile per capire e crescere? Apre la mente o la chiude? Nutre l'anima e il cuore? Oppure la presunzione e l'arroganza? Chi c'è dietro questa informazione? Di cosa vuole convincermi? E' una menzogna venduta per verità? E se seguo le tracce di questa informazione a quali significati mi conduce?
Genitori e aziende per finanziare progetti di utilità sociale
La mia idea: usare la Rete per raccogliere fondi destinati a progetti sociali. Sono convinto che gli schermi possono essere utilizzati per veicolare valori positivi. Possono contribuire allo sviluppo di un mondo migliore, ecosostenibile e più attento ai grandi temi sociali. In altre parole, quello che abitualmente chiamiamo "far del bene".
Il Social pixel advertising è l'evoluzione del pixel advertising. Quest'ultimo è stato ideato dal giovane Alex Tew, che in sette mesi ha raccolto 1 milione di dollari attraverso il suo sito milliondollarhomepage.com. Finora nessuno è riuscito a replicare il suo modello. Alcuni ci hanno provato, ma hanno fallito. Io ritengo invece che il pixel advertising potrebbe avere un futuro, ma nel sociale. La novità sta nel collegare blog, donazioni e pixel banner.
La donazione e/o contributo, a discrezione di colui che la effettua, può trasformarsi in un social pixel banner che descrive e "linka" l'attività del donatore. Il blog descrive invece l'avanzamento del progetto sociale (in questo caso "prevenzione tecnostress videodipendenze").
I cittadini, le aziende, le associazioni, gli enti diventano così protagonisti visibili del progetto sociale che prenderà vita grazie alle loro donazioni.
I blog di Social Pixel Advertisingsostengono le associazioni no profit (onlus, ong, cooperative sociali, ecc) e offrono gratuitamente uno spazio sul proprio diario on line. E' mio auspicio che questo modello si diffondi in Rete e che altri mi imitino per finanziare progetti utili, per un mondo più umano ed ecosostenibile. Qualche esempio: aiutiamo l'ambiente a non collassare sotto i nostri occhi, aiutiamo la conversione verso energie rinnovabili e pulite, aiutiamo i popoli senza cibo e acqua in Africa, oppure come nel nostro caso aiutiamo i giovani a non diventare tecnostressati e videodipendenti.
Questo blog sostiene le attività diNetdipendenza onlus e ospita il primo progetto in Internetdi Social pixel advertising. Che ne dite? Ce la faremo? - inviami la tua opinione
[Enzo Di Frenna giornalista e presidente di Netdipendenza onlus]
Il primo Social Network che invita a correre all'aria aperta per prevenire il tecnostress e il sovraccarico informativo. Confrontarsi su Internet, discutere, creare nella propria citta' un "Gruppo Run for tecnostress" e dopo l'orario di ufficio darsi appuntamento per passeggiare, partecipare a escursioni in montagna, aperitivi relax, iniziative benessere. Si vive bene correndo dietro troppi impegni? No! Meglio correre con scarpette e pantaloncini!!
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run for tecnostress: il network
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