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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Postato da Enzo di Frenna del 29/08/2007 alle 10:34:03, in Internet, linkato 310 volte)
Ai tempi dei velieri il comandante navigava e annotava sul diario di bordo ciò che vedeva e sperimentava. Oggi, nell’era digitale, la navigazione in rete spinge l’uomo a raccontare la propria esperienza. Una nave e un diario: il blog racchiude questi due concetti, presi a prestito dal linguaggio dei marinai. Così, di fronte a questo dilagare di schermi nella nostra vita, quasi come pirati che rubano continuamente il tesoro della nostra attenzione, voglio prendere nota sul mio blog del mondo che ci aspetta, dei rischi, delle ombre, delle opportunità che ci offre la tecnologia digitale. Scriverò di informazione veicolata dagli schermi, piccoli e grandi. Parlerò del rischio di ammalarsi di videodipendenze e sindrome correlate (internet addiction disorder, information overload, tecnostress, email addiction, multitasking, tecnodipendenze), che sono già considerate nuove malattie. Ma soprattutto scriverò del rischio di diventare schiavi digitali, che gli americani già chiamano net slaves. Oggi non corriamo certo il rischio di essere incatenati nelle stive di grandi navi, ma le nuove catene sono una sedia e uno schermo. Possiamo incatenarci da soli. Possiamo non pensare con la nostra testa e smettere di vivere la vita. Lo schermo onnipotente può farci credere che va tutto bene nel mondo del consumo, ma fuori, sotto il cielo e le nuvole, il nostro pianeta si scalda e il clima cambia, mettendo a rischio la vita umana, animale e vegetale. La domanda che mi pongo spesso è questa: perchè tutti questi schermi? Perchè sistemarli ovunque? Da alcuni mesi, quando a Roma vado alla stazione ferroviaria Termini, sono stordito da un centinaio di monitor che catturano continuamente la mia attenzione e quella dei viaggiatori. Pubblicità, news, spot, informazione, informazione, informazione... Prima non c'erano. Ora sono veramente troppi. Prima potevo leggere in pace un giornale o un libro ai bordi del binario. Potevo pensare in attesa del mio treno. Oggi il mio spazio di viaggiatore è assaltato dai nuovi pirati: gli schermi onnipresenti. Che dicono: guardami, guardami, guardami... È solo un esempio, ma simili storie di video-invasioni ce ne sono tante. Dunque bisogna capire e cercherò di farlo insieme con voi. Mi fa piacere se ogni tanto verrete a visitare la mia nave.
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Postato da Enzo di Frenna del 30/08/2007 alle 11:46:22, in Ambiente, linkato 277 volte)
Una delle caratteristiche del sovraccarico informativo (information overload) è indurre la follia pensando di essere sani. Oggi Repubblica segnala una ricerca allarmante: “Il mondo rischia di finire il cibo: troppo campi coltivati a biofuel”. Il clima si surriscalda, l’acqua scarseggia, i campi vengono convertiti al biofuel con l’acqua che scarseggia, il cibo che ci nutre potrebbe scarseggiare e costare molto nei prossimi anni. Non vi sembra una follia? Come si può spiegare questo stordimento della coscienza? Come dare un senso a questa rotta suicida? Basterebbe produrre idrogeno, energia solare ed eolica. Potremmo abbandonare il biofuel e creare auto che vanno ad acqua e sole. Ma evidentemente le multinazionali del profitto non ci stanno. Devono guadagnare e ingrassare montagne di utili. Il biofuel è il nuovo business? Sostituirà il petrolio già scarseggiante? Chi se ne frega se mancherà il cibo domani! Bisogna buttarsi nel business, altrimenti lo faranno altri!
Il sovraccarico informativo è un incantesimo, un’autoipnosi, una malattia autodegenerativa. Non ti fa vedere il baratro che avanza all’orizzonte. Rende ciechi perfino rispetto alle leggi del mercato. In genere, chi pensa al profitto di oggi, pensa pure al profitto di domani. Se produco lavatrici oggi, devo pensare a come produrre e vendere lavatrici anche domani. No? Invece siamo arrivati al punto che le multinazionali degli utili si lanciano nel business del biofuel con la prospettiva devastante di un mondo con meno acqua potabile e meno cibo! Ai signori del profitto, faccio una semplice domanda: ma a chi venderete il biofuel se tutto va in malora? Credete che le popolazioni affamate si preoccuperanno di fare il pieno di biocarburante? È o no una follia? A mio avviso dovremmo usare Internet per veicolare una rivoluzione, una protesta, un grido disperato che dica «Fermatevi!». Ma dubito che accadrà.
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Postato da Enzo di Frenna del 31/08/2007 alle 09:10:47, in Informazione, linkato 282 volte)







Sul numero di ottobre del mensile Starbene ci sarà un ampio servizio sui tecnodipendenti. Su quello di settembre si parla invece della mia associazione, Netdipendenza Onlus, e della serata organizzata il 12 settembre a Roma, ore 21,  presso la cooperativa sociale Coinema (via Prisca 19), in collaborazione con la psicologa Nunzia Fasano. Tema: "Tv e schermi, consapevolezza e psiche". L'inziativa rientra nella Campagna di prevenzione delle videodipendenze promossa e organizzata da Netdipendenza Onlus.
Domanda: ma allora la dipendenza dalla tecnologia può far starmale?
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Postato da Enzo di Frenna del 01/09/2007 alle 15:47:21, in Salute, linkato 308 volte)






Se qualcuno avesse ancora dubbi Time pubblica un'inchiesta di copertina sull'aumento delle dipendenze (alcol, droga, shopping, dipendenza affettiva, sport, lavoro, ecc). Tra queste ci sono anche la dipendenza da videogiochi e l'email addiction. Ma la scienza, a quanto pare, comincia a capirne i motivi...
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Postato da Enzo di Frenna del 02/09/2007 alle 17:42:59, in Ambiente, linkato 532 volte)
Nel trentino c'è un paese dove il silenzio è un bene. Lo hanno scritto sul cartello di benvenuto: "Margone, dove il silenzio è un bene prezioso". Questo luogo si trova sulle pendici sud-orientali del Monte Gazza, a 951 metri di altitudine, a picco sulla Valle dei Laghi: è il più alto ed il meno popoloso paese del Comune di Vezzano. Qui c'è un bene che per fortuna nessuna multinazionale è riuscita ancora a inscatolare. C'è la calma che manca in questa società rumorosa, veloce, tecnologica, digitale. Una società in corsa che rincorre le informazioni e fa a gara a proiettarle sugli schermi. Una società malata. Ma il silenzio è una cura. È una medicina naturale. Non costa nulla. Mi capita spesso, dopo aver trascorso molte ore al computer per lavoro, di voler staccare. Mi alzo, esco di casa e respiro l'aria calma del mio boschetto. Mi siedo su una poltrona all'esterno e guardo le foglie, gli alberi, i mie cani che si avvicinano affettuosi. Non parlo con nessuno, ma in questa atmosfera silenziosa mi ritrovo. Mi calmo. Credo che il silenzio dovrebbe essere prescritto come cura alle tante persone tecnostressate, che piano piano rischiano di cadere nella trappola del rumore-informazione.
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Postato da Enzo di Frenna del 03/09/2007 alle 23:57:02, in televisione, linkato 234 volte)
Trovo così fastidiosi questi nuovi mini-spot che scorrono veloci mentre guardi un programma su Canale 5 (in genere un film). Fino a ieri la pubblicità era separata dai programmi. L'accordo era questo: io mi guardo un film in santa pace e accetto che me lo interrompi due, tre, dieci volte con la pubblicità. Io posso scegliere di guardare il film e gli spot, oppure cambiare canale per qualche minuto. Ora l'accordo è rotto. La pubblicità s'insinua sotto, mentre il film va in onda. Passano biscotti, detersivi, mercanzie varie. Lo trovo invasivo, aggressivo, violento. Dovremmo trovare il modo di contestare questo marketing invasivo degli schermi e dei loro padroni.
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Postato da Enzo di Frenna del 04/09/2007 alle 14:00:23, in Dipendenze, linkato 248 volte)

Questa è nuova anche per me. C'è gente che che trascorre ore su eBay e ne diventa dipendente, Passa il tempo a controllare i feed back, le e mail dei clienti, il saldo del conto su PayPal (un'altra società del gruppo eBay, a cui appartiene anche Skype). Parola della nota psicologa americana Kimberly Young, esperta di netdipendenze.
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Postato da Admin del 05/09/2007 alle 16:09:51, in Videogiochi, linkato 247 volte)
Sapevate che i videogiochi creano automobilisti pericolosi? La ricerca inglese è stata pubblicata dalla rivista scientifica Journal of Experimental Psychology e ripresa dalla Bbc e dall'Indipendent.

(via Corriere della Sera)
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Postato da Admin del 06/09/2007 alle 21:46:39, in Società, linkato 238 volte)







Mentre gli italiani da stipendio fisso sono incazzati per le ruberie a cui sono sottoposti da anni dai commercianti che nessun governo ferma con manette e multe pesanti, la pubblicità mostra un paese fasullo dove tutto va bene e bisogna spendere e riempire i carrelli. Mentre ognuno di noi sperimenta ogni giorno la vita in corsa delle mille cose da fare, a La Spezia il supermercato Basko lancia il servizio ottico "Spesa Sprint "per quelli che sono di corsa" (così dice lo slogan!). Mentre il pianeta è in agonia a causa di un consumo sfrenato, un supermercato in America lancia il nuovo servizio ottico che consente di fare la spesa e pagare attraverso un chip inserito sotto la pelle di un dito. Non vi sembra una follia?
Ci stiamo scavando la fossa con i carrelli dei supermercati.
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Postato da Enzo di Frenna del 07/09/2007 alle 11:09:54, in Societa', linkato 214 volte)
Domani 8 settembre saro' al Vaffanculo Day organizzato da Beppe Grillo nelle piazze d'Italia. Un grido collettivo, potente, bello chiaro: vaffanculo alla casta politica, al parlamento dei pregiudicati, alle facce sempre uguali da decenni, alle leggi ad personam, alle prese per il culo mentre il nostro portafoglio piange. E' l'uso positivo di internet, che ha divulgato la notizia nonostante il silenzio dell'informazione governativa. Date un'occhiata su You Tube: ci sono ben 2110 video di liberi cittadini sul V-Day.
Io saro' a Parco Schuster, a Roma, in zona metro San Paolo. Vado con un gruppo di amici.
Provero' a documentare l'uso positivo dello schermo con la mia telecamera.
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