Via Facebook mi segnalano un articolo di Andrea Doria sulla DMT "Molecola dello Spiririto", che è anche un libro. Cita infatti lo studio di un medico americano, Rick Strassman, il quale - partendo dal fatto che la DMT è prodotta dalla ghiandola pineale - ne deduce che è la chiave di accesso ai mondi spirituali, ed in particolare favorisce la comunicazione con gli ufo. Non sto a discutere la tesi. Il blog di Andrea mi sembra fatto bene: articoli lunghi, cita le fonti, i temi sono interessanti.
Premetto che Andrea specifica che l'uso di DMT è illegale. Detto questo, a mio avviso la Molecola dello Spirito sta bene dove sta. La Natura ci ha fatto così. Se voleva fornirci di quantità maggiori di DMT, lo avrebbe fatto. Invece ci da ciò che ci serve. Questo è un principio così elementare, che per molti sembra una formula matematica complessa. In realtà, chi cerca di comunicare con gli ufo e gli esseri extragalattici - sparandosi dosi di DMT - è solo un imbecille. Primo: perchè rischia di essere arrestato, facendo dai 6 ai 20 anni di carcere (poi dirà grazie alla molecola), come prevede la legge Fini-Giovannardi. Secondo: perchè questo tipo di persone sono pericolose per la società. Sono tipi psicologici votati al fondamentalismo. Credono e diffondono dogmi spiritualoidi, con la pretesa di convertire il mondo. E' la stessa logica dei fondamentalismi islamici, che in queste ore vogliono lapidare una donna, Sakineh, solo perchè amava un uomo diverso dal marito. Non ha ucciso: amava e basta. E sta per essere uccisa.
Io parto dal presupposto semplice che bisogna conoscere se stessi, prima di voler conoscere mondi superiori e gli ufo. Il pianeta va alla malora perchè sempre più persone non sanno un bel nulla di se stesse: come funzionano, come pensano, come si programmano. Non hanno mai disegnato umilmente la propria Mappa psicologica. E quindi fanno danni. Se poi si iniettano un pò di DMT, beh, sono imbecilli pericolosi: una categoria che fa sempre più adepti.
NUOVO VIDEO - Così ieri il "traditore" Gianfranco Fini, a Mirabello, ha detto chiaramente a Berlusconi che "governare non è comandare" e che "in democrazia non esistono sudditi, ma cittadini". Dunque esisteva un imperatore: non aveva eserciti di soldati, ma battaglioni di schermi e giornalisti ben pagati. Quest'uomo si chiama Silvio Berlusconi e il suo impero televisivo è ormai al tramonto. Ci siamo. Da settembre il Pdl non esiste più e Fini lo ha detto chiaramente. Inizia la guerra senza esclusione di colpi e sarà molto più aspra di quella combattuta negli ultimi mesi.
Cari navigatori: il Potere ha una psicologia. E' prevedibile. Se questo potere è fondato sul comando, la sopraffazione, le manganellate mediatiche, si può tranquillamente immaginare il finale. Come tutti gli "imperatori" che hanno osato dominare il mondo, arriva il momento del tradimento, della lotta spietata per l'assalto alla poltrona, la fine tragica.
L'intervista che ho realizzato a Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera, co-autore del best seller "La Casta", è uan sorta di profezia. Luglio 2009: attico del Corriere a Roma. Si parla della possibile caduta dell'impero televisivo e del ruolo di Fini. Un anno dopo: luglio 2010. Inizia la guerra nel Pdl e Fini viene "cacciato" e accusato di "tradimento". Quando studiate psicologia e comunicazione, vi rendete conto la mente umana è come un computer: programmata e prevedibile. Anche il Potere - in mano a uomini che pensano con abilità - quindi lo è.
Sergio lo conosco dal 1992, quando scrivevamo per lo stesso giornale: il settimanale economico Il Mondo. E' una mente raffinata. Un giornalista davvero in gamba, da cui ho imparato la passione per la notizia e la metodicità nel cercare cifre e dati. Nell'intervista che ho realizzato, la frase che mi ha colpito di più è stata: «Siamo stati fiaccati da 15 anni in cui hanno distrutto la scuola, ci hanno imbambolato con la televisione e con modelli e valori che hanno fiaccato...»
Una certa Italia non dorme e sembra non rassegnarsi. Schifani contestato alla festa del Pd (e lo invitano pureee!!) è un segnale che l'onestà intellettuale e il coraggio sono ancora tra noi.
Se guardate questo video - che dura 14 minuti e 58 secondi - capite molte cose. Innanzitutto, io capisco meglio perchè non voto più Pd. Capisco perchè voto Di Pietro e Idv. Comprendo il motivo per cui l'Italia va in malora a causa di certi tromboni politici, ex democristiani, che vogliono definirsi di sinistra. Capisco perchè Berlusconi è ancora al potere, grazie a certi dirigenti del Partito - dicasi - democratico. E infine, mi è chiaro che la Rete sta smantellando davvero il muro di omertà e indifferenza, con una informazione serie e di piazza. Lo si capisce davvero quando Di Pietro - a proposito di dell'Utri senatore condannato per mafia - dice: «Uèèèèè! Tu che ci fai lì!!!!».
p.s. La frase di Tonino "E quante condanne vuooi!?" è verso la fine del video e mi ha fatto scoppiare una risata spontanea.
Ricordate Mariluna, la ragazzi di 16 anni che vuole fare la giornalista? Vi propongo un altro suo articolo. Scrive bene e mi rincuora sapere che ci sono giovani svegli, in gamba, con un sogno importante da raggiungere. In questa Italia televisiva, che ha spento la mente di moltissimi ragazzi, non tutto è perduto: la cultura e l'informazione possono sopravvivere grazie a questi ragazzi.
Ah, dimenticavo: lasciate qualche commento, che le farà piacere.
La solitudine dei veri giornalisti
Un giornalista non nasce con il tesserino in tasca, a meno che non sia figlio di Emilio Fede o Bruno Vespa. Deve superare moltissime prove e la prima sfida è doverlo dire ai propri genitori, i qualiI rappresentano sempre la cultura di una società e, in Italia, la cultura è maschilista. Secondo i genitori il lavoro di giornalista non porta soldi e, per questo, non è adatto ai ragazzi. Se invece sei una ragazza, questo lavoro, non va bene lo stesso, perchè devi stare in casa ed avere una famiglia. Il teatrino degli stereotipi non risparmi mai nessuno. Comunque, dopo i genitori, bisogna affrontare i colleghi. Questi possono essere teneri coniglietti o squali pronti a divorarti. Però, nel momento in cui riesci ad entrare in una redazione, possiedi una forza incredibile, i lettori. Siete proprio voi la forza di un giornalista, magari molto giovane.
Sapete, all'inizio il giornalismo a me non garbava. Mi sembrava una scemata scrivere articoli che il giorno dopo erano già vecchi. Arrivò una persona e mi disse di leggere le biografie dei migliori giornalisti italiani. Lo feci. Così dissi a quest'uomo che non mi avrebbe mai vista su un fronte di guerra con in mano solo una macchina da scrivere, come Oriana Fallaci. Eppure ora la mia più grande aspirazione è proprio quella! Essere un pò pazzi a volte aiuta ad essere giornalisti. A volte darei tutto per tornare indietro, riavvolgere il nastro e diventare un adolescente normale che gira per negozi e si vede con le amiche. Ma non posso farlo, ormai sono questo e sto inseguendo un sogno.
La solitudine per i veri giornalisti è, alle volte, proprio questo. Il sogno che insegui si tramuta in solitudine. Ma, il tuo sogno è più forte di tutto e di tutti e tu combatti, ti divincoli e vai avanti. Nonostante tutto. Nonostante tutti. Ma la peggiore solitudine per un giornalista arriva nel momento in cui non può scrivere nè denunciare, come è avvenuto ad Indro buttato fuori dalla redaione da lui stesso fondata. Anche Enzo Biagi e Santoro si sono dovuti adattare ad un editto bulgaro calato dall'alto. Secondo me, in quei momenti si sono sentiti soli, perchè non avevano più i lettori vicino.
Fra tutti i sentimenti umani quello della solitudine è di certo il più stringente e vissuto come totalizzante. Se c'è una cosa che non possiamo, nè vogliono fermare, questa è la solitudine. Essa ci rende deboli e questa è una cosa che per il potere è molto utile. Una persona debole non potrà mai togliergli le sedie da sotto il culo. Un Italia debole implica anche giornalisti deboli. Scegliete voi se cambiare le cose.
Sul piano politico, sarebbe pure ora. Maroni oggi si dice preoccupato. I tempi comunque sono maturi. Nei prossimi giorni pubblico una video intervista a Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera e co-autore del famoso libro "La Casta". E' stata realizzata un anno fa e - in un certo senso - ha un sapore profetico. Il potere, quando è fondato sul controllo, si scanna per una sola briciola di pane.
Facebook ha divorato l'identità di 500 milioni di persone. Conosce molte cose su di loro. E sarà sempre peggio. Come sapete, sono molto critico verso il popolare social network e sto preparando un video sull'argomento. Prima di dirvi come ho scelto di usare il mio profilo, vi riepilogo i canali atttraverso cui Facebook monitorizza la vostra vita.
• ciò che scrivete • le vostre foto • i video • giochini e test vari • geolocalizzazione (attivo in Usa) • collegamento al profilo Skype • dati personali nel profilo
Attraverso questo "canali" si può tracciare il profilo preciso di chi siete, cosa pensate, che problemi avete, come comunicate, i vostri gusti, ecc. Una roba agghiacciante. Mentre la tv controlla l'attenzione degli individui in forma ipnotica (sguardo passivo nella maggior parte dei casi), il social network più popolare del pianeta entra a gamba tesa nell'identità di un individuo e ne traccia praticamente tutto.
Con quello che scrivete in bacheca, ad esempio, si può delineare il vostro profilo psicologico. Ma anche nella scelta dei link e delle pagine che condividete. Tra i miei contatti su FB c'è una ragazza che linka continuamente pagine con titoli del tipo "non bisogna avere pietà per chi ti fa del male", oppure "se non capisci quanto valgo, sparisci", ecc. Queste scelte, se analizzate bene, indicano chiaramente una dinamica emotiva che potrebbe riguardare la rabbia verso il maschile. Quindi un possibile problema col padre. Ma di esempi così ne potrei fare tanti.
Stesso discorso vale per le foto e i video. Un'altra ragazza, che conosco anche personalmente, pubblica nel suo profilo solo foto del suo volto. Un centinaio. Tutte belle immagini, che esaltano la sua bellezza. Nessuna foto, tanto per fare un esempio, di quando esce dal mare con i capelli bagnati e senza trucco, oppure seduta su un divano con amici. Che cosa denota la sua scelta? Un tendenza narcisista.
Per questo motivo, dopo aver cancellato alcuni mesi fa oltre 250 contatti nel mio profilo su Facebook, e dopo aver valutato la chiusura della pagina, ho deciso di rimanerci, ma di fare molta attenzione a cosa pubblico e cosa scrivo.
Come uso il mio profilo su Facebook
1. C'è una sola immagine nel mio profilo. Le altre le ho cancellate e faccio attenzione a quelle in cui mi taggano.
2. Pubblico in bacheca soprattutto i link ai post del mio blog.
3. Non partecipo a giochini e non faccio nessun test: le informazioni su gusti e tendenze finirebbero in pasto alle società di marketing.
4. Faccio attenzione a ciò che scrivo sulle bacheche degli altri.
5. Utilizzo Facebook come canale per la promozione del mio blog.
Purtroppo, facendo il giornalista ho un ruolo pubblico. Nonostante la cancellazione di oltre 250 contatti effettuata diversi mesi fa, sono di nuovo salito a 600 amicizie. Molti non li conosco neppure. Leggono il mio blog o guardano le mie video inchieste, poi mi chiedono l'amicizia su Facebook. Quindi la scelta era: 1) chiudere la pagina; 2) o usare con cautela.
Il potere che punta al controllo genera solo menzogna. Il potere dell'anima emana invece verità. C'è una differenza enorme. La parola "potere" significa capacità di essere (latino classico), poi ha assunto il significato di "capacità di fare qualcosa". In entrambi i casi, descrive un talento. La capacità di essere è degli uomini saggi. Infatti, essere e avere sono i due grandi opposti: spirito e materia.
Il potere oggi è diventato capacità di mentire. Vale per tutti coloro che vogliono controllare qualcuno. Santoni, finanzieri, poltici, preti: hanno potere perchè mentono. In politica il fenomeno sta assumendo proporizioni enormi, grazie all'uso manipolatorio degli schermi. Più grande è la menzogna, più forte è la percezione della realtà nell'opinione pubblica. Vediamo due casi di menzogna politica, molto recenti.
La casa a Montecarlo di Fini: una balla giornalistica.
I manganellatori politici del Pdl - sginzagliati da Berlusconi - hanno attaccato Gianfranco Fini con la storia di una casa a Montecarlo. Il Giornale ha menato pesante, chiedendo le dimisisoni del presidente della Camera, il quale ha subito denunciato che si trattava di bugia. Vittorio Feltri ha replicato: «Confermo tutto. Abbiamo le prove». Mentre con Boffo (direttore dell'Avvenire) Feltri ha ammesso la "bufala" dopo alcuni mesi, con Fini la balla è durata pochi giorni. Infatti, il testimone intervistato dal Giornale ha rivelato che non ha mai dichiarato certe affermazioni e prepara la querela a Feltri. Il Potere ha comunque colpito. Menzogna mediatica per distruggere l'avversario.
La balla della volontà popolare e le libere elezioni.
Come forse sapete, la legge elettorale partorita dal leghista Calderoli (da lui stessa definita una "porcata" durante la trasmissione Matrix gestita all'epoca da Enrico Mentiva) toglie potere all'elettore. Berlusconi e Bossi - con la crisi alle porte - invocano la volontà popolare in democrazia e le elezioni. Menzogna. Sono proprio loro che hanno mortificato la legge elettorale e tentano in ogni modo di distruggere la Costituzione italiana, il fondamento della nostra democrazia. Lo ha spiegato molto bene Alessandro Gilioli in questo post.
Ci sarà mai un'epoca in cui il potere sarà dell'anima?
Ho appena finito di vedere il film Codice Genesi, con Denzel Washington. E' una storia affascinante. In un mondo distrutto dalla voracità umana, dove solo pochi sono sopravvissuti alla grande guerra, un uomo sente una voce. Gli indica dove trovare un libro: la Bibbia. E' l'unica copia sopravvisuta alla distruzione. L'uomo sente un messaggio nel cuore: andare a ovest. Lungo la strada incontra bande armate, ma lui si difende bene. Poi in un villaggio incontra un despota, che cerca il libro dei libri. La sua banda va a caccia di libri e uccide senza pietà. Il desposta sa che quel libro, la Bibbia, può conquistare il cuore degli uomini e lo cerca per dominare altri villaggi, ed altri ancora. Vuole il potere.
Il viandante si allontana in compagnia di una giovane donna, la cui madre cieca è rimasta prigioniera del desposta. Ma viene inseguito, trovato, colpito da una pallottola, abbandonato a terra nel deserto. Il despota porta via il libro. La fede del viandante lo salva e la ragazza va in suo soccorso. La voce gli aveva detto: "Sarai protetto da chiunque tenti di allontanarti dalla tua meta". Alla fine i due arrivano al mare, remano, arrivano su un'isola dove c'è una fortezza: sono uomini che salvano il patrimonio culturale del mondo. Libri, opere d'arte, sculture. Ad ovest.
Il despota apre il libro, ma scopre che è scritto col linguaggio dei ciechi: è furibondo e si accascia al suolo. Il viandante era un cieco con l'orecchio raffinato e una memoria prodigiosa. Nella fortezza della cultura recita la Bibbia a memoria e uno uomo trascrive. Così l'unica copia torna ad essere stampata di nuovo.
Il viandante (Denzel) muore. E ringrazia Dio per la fede che lo ha spinto ad ovest.
La fede, in questi tempi bui, è una forza. Nessun male può impedire il cammino verso ovest, quando ogni cosa è scritta.
Il controllo delle anime è una fame insaziabile. Questa mattina Facebook mi avvisa che posso trovare i miei amici con un nuovo strumento, che utilizza in sostanza Skype. Bisogna inserire il proprio "skype name" e la password personale. Però il social network mette le mani avanti e scrive: "Facebook non memorizzerà la tua password".
Si tratta di unamenzogna, molto pericolosa sul piano della privacy.
1 - ogni dato inserito in una pagina web finisce in un data base: dire "non memorizzeremo" è falso. Proprio nel momento in cui Facebook chiede la vostra password di Skype, sta memorizzando un dato che serve per far funzionare il servizio. E' una informazione che gli serve (altrimenti non l'avrebbe neppure chiesta) poichè la programmazione php del sito la riconosce e la utilizza. Infatti, se cliccate su "per saperne di più" si apre una finestra enigmatica. Eccola:
Facebook dice di non memorizzare la vostra password di Skype (falso), ma poi aggiunge alla fine: "Se non vuoi che memorizziamo queste informazioni, vai a questa pagina". Se la pagina non la visitate, ma premete su ok, che succede? In sostanza, avete dato il vostro consenso.
2 - Skype è un telefono che permette di memorizzare solo gli amici e i contatti che servono. Sono dati molto personali. Non memorizzo, infatti, gente sconosciuta. Inoltre il software contiene una chat, che memorizza i vostri dialoghi. Che succede, allora, se qualcuno ha il vostro account Skype e la vostra password? Semplice: può entrare nel vostro profilo e leggere: a) ciò che avete scritto; b) l'elenco dei vostri contatti.
Questa scelta di Faceook indica che non si è mai interrotta la campagna aggressiva contro la privacy degli utenti, che ha lanciato qualche tempo fa. Infatti, a maggio 2010 Zuckerberg ha dovuto fare marcia indietro in seguito alla valanga di critiche che gli sono piovute dopo la decisione di modificare le regole della privacy. Ma a quanto pare la lezione non gli è bastata.
Ecco il diagramma con cui si vede chiaramente come Facebook sta divorando i dati personali degli utenti, dal 2005 ad oggi:
Mi convinco sempre di più che il popolare social network, nato per far comunicare solo la stretta cerchia di amici, sia diventato unpericoloso strumento di controllo umano. State in guardia e diffondete l'informazione.
rispondo ai commenti:
@Pierlinux: è Facebook ad usare la parola "password" (invece che tokens) come puoi verificare nelle foto che ho pubblicato. Comunque, la sostanza non cambia: da qualche parte qualcuno memorizza le chiavi di accesso dei profili skype. Il fatto che io apro un profilo su Facebook (o altrove) e in corso d'opera mi trasformi la natura della piattaforma, beh, è alquanto fastidioso. E ti ricordo che l'intera stampa internazionale ha attaccato Facebook per la sua leggerezza nel gestire la privacy degli utenti, come nell'articolo di Punto Informatico linkato sopra. A differenza di di altre piattaforme, Facebook memorizza dati personali composti da foto, video, gusti, amici, note, ecc. Ed ora anche i profili skype. Fare informazione significa mettere in luce i difetti di un sistema, coma ha fatto oggi Massimo Mantellini sul suo blog, nel post intitolato "I difetti di Facebook". Per la foto dei grafici, puoi vedere meglio QUI.
@Bj Sasha: il "categorico" in Internet non esiste. Il Garante della Privacy ha gli scaffali pieni di istruttorie a carico di aziende che hanno violato le condizioni di utilizzo. Il problema è che, con l'accesso ad un profilo skype, si entra nell'intimo di una persona. Quello che un utente non scriverebbe mai sulla Bacheca di Facebook, lo scrive tranquillamente nella chat di skype. A quel punto il profilo del comsumatore diventa sorprendentemente dettagliato. A tutto vantaggio delle società di marketing.